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Leopardo, Coll. Musée d'Abomey - Photo Antongini/Spini
        Statuetta dell'antenato leopardo

Secondo la leggenda, le dinastie dei regni situati a sud dell'attuale Repubblica del Benin, provengono da Tado, una città dell'attuale Togo e hanno origine da una coppia mitica: la principessa Aligbonon di Tado e un leopardo.

Nel corso del XVII secolo, due dei loro discendenti, Ganyé Hessou e Dako, fondano un nuovo regno: il Danhomé. Houégbadja (1645-1685) stabilisce le basi legali e i grandi principi di funzionamento del regno: regole di successione, obiettivi politici dei sovrani, etc. In quest'epoca l'estensione del regno si limita all'altopiano di Abomey.

Nel secolo XVIII, il re Agadja (1708-1740) amplia le frontiere del Danhomè fino alla costa atlantica conquistando i regni di Allada e di Savi. Da questo momento, il Danhomè prende attivamente parte al commercio negriero utilizzando il porto di Ouidah, capitale di Savi e si arricchisce considerevolmente.

Il regno raggiunge il suo apogeo durante il XIX secolo sotto il re Guézo (1818-1858). Costretto dal movimento antischiavista, Guézo sviluppa l'agricoltura e converte l'economia del Danhomè esportando meno apertamente schiavi ed una maggiore quantità di prodotti agricoli (mais, palma da olio…).

Alla fine del XIX secolo, nonostante l'accanita resistenza del re Gbêhanzin (1889-1894) alla penetrazione europea, il regno perde la sua indipendenza e si dissolve nella colonia francese del Dahomey.


[ I re di Abomey ]


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