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Ganyé Hessou
Dako Donou
Houégbadja
Akaba
Agadja
Tégbéssou
Kpingla
Agonglo
Adandozan
Guézo
Glèlè
Gbêhanzin
Agoli Agbo

 

 

 

Genealogia

Agoli Agbo
    Il re Agoli Agbo, verso il 1894
Il re di Abomey è un essere sacro. Egli è designato da numerosi titoli: Dada (padre di tutta la comunità), Dokounnon (detentore e dispensatore di ricchezze), Sémèdo (signore del mondo), Aïnon (signore della terra), Jèhossou (signore delle perle), etc. Il suo totem è il leopardo.

I simboli del potere regale sono il kataklè (poggiapiede tripode), gli afokpa (sandali), l'avotita (tessuto decorato con motivi applicati), l'awe (parasole), il mankpo (récade o bastone da cerimonia), il so (fucile) e il hwi (sciabola).

Il poggiapiede e i sandali legittimano il sovrano appena eletto. La stoffa, il parasole e la récade sono gli attributi alla sua presentazione in pubblico. La récade rappresenta anche il re in ogni luogo e tempo, da vivo come da morto. La sciabola e il fucile testimoniano il carattere guerriero della regalità.

Il re ha un potere mistico, religioso e temporale, e gode di molteplici privilegi quali indossare delle calzature (i sandali) ed essere trasportato in amaca.

Risveglio del re del Dahomey, in Mac Leod, Paris, 1821      
Stampa del re Guézo verso il 1820,
in Mac Leod, Paris, 1821
In segno di rispetto, i sudditi gli si avvicinano prostrandosi a petto e piedi nudi nella polvere.

Tredici re si sono succeduti ad Abomey, ciascuno con un "nom fort", nome di vanto preso da una frase allegorica che ne evoca il suo percorso, la sua visione o i suoi progetti.

Regnò dal 1600 al 1620 ed ha per emblema un uccello e un tam tam.
Significato: "così come nessuno può impedire all'uccello di cantare, non si può impedire al tam tam di suonare".
Spiegazione: niente può impedire a Ganyé Hessou di dare dei consigli dal trono di suo fratello, Dako.

DAKO-DONOU (1620-1645) è rappresentato da una giara di indaco e da un accendisigari.
Questi due oggetti ricordano un episodio militare accaduto quando il re si trovava ancora a Allada: dopo aver ucciso il suo nemico, Aïzonou Donou, il cuore del vinto fu messo in una giara che Dako fece rotolare al suolo. Dako Donou riuscì a affermare solidamente il dominio delle sue genti venute da Allada sull'altopiano di Abomey.

Regnò dal 1645 al 1685. Egli è a volte rappresentato da un elefante e ha per emblema il pesce e la nassa.
Significato: "il pesce che scappa dalla nassa non vi fa ritorno".
Spiegazione: "io non ricadrò più nella trappola tesa dai nemici". Egli è il vero fondatore del regno del Danhomè che organizzerà su basi legali. Il suo motto, "costruire un Danhomè sempre più grande" fu adottato dai suoi successori. Houégbadja costruì la sua casa "Agbomé", palazzo circondato da più mura, il cui nome divenne il nome della capitale del regno.

AKABA (1685-1708) è rappresentato dal camaleonte in cima ad un bombax.
Spiegazione: forte della mia esperienza (dovuta all'età avanzata al momento della sua ascesa al trono) costruirò lentamente ma saldamente la grandezza del Danhomè. Egli espanderà il regno ad est sino al fiume Ouémé.

AGADJA (1708-1740) si paragonava ad un legno verde caduto su se stesso che non bisogna gettare al fuoco. Soprannominato "il conquistatore di navi" o "il re vincitore", condusse una serie di campagne militari per espandere il regno. Malgrado il suo insuccesso con gli Yoruba di Oyo, egli consolidò l'armata del Danhomè e utilizzò regolarmente le amazzoni (donne guerriere) per i combattimenti. La presa del regno di Allada (1724) e di Savi (1727) diede al Danhomè l'opportunità di intraprendere direttamente scambi commerciali con gli europei.

Regnò dal 1740 al 1774. Viene rappresentato sia da un bufalo vestito che nessuno può svestire sia da una piccola pianta che cresce nonostante le foglie sparse sul suolo. Questi simboli celebrano il coraggio e la resistenza del sovrano regnante malgrado le bramosie e le avversità. Tégbéssou organizzò il commercio degli schiavi e designò un dignitario (Yovogan) a Ouidah incaricato delle relazioni con i Bianchi.

Regnò dal 1774 al 1789. Il suo nome significa "il sasso non sente freddo dentro l'acqua". Spiegazione: il re è capace di far fronte vittoriosamente a tutti i pericoli. Il suo emblema è un passero.
Kpingla proseguì l'opera di Tégbéssou e condusse numerose campagne militari.

Regnò dal 1789 al 1797.
È rappresentato da un ananas (Agon, che designa anche il frutto del borasso): il fulmine colpisce la palma ma, malgrado la sua altezza, il borasso vi scappa". Allusione diretta alla capacità del re di schivare le trappole e sormontare le difficoltà del regnare. Divenne popolare grazie ad una serie di riforme sociali.

ADANDOZAN (1797-1818) : il suo nome, il suo regno e i suoi simboli sono stati cancellati dalla tradizione storica di Abomey. Gli si rimprovera di essere stato sanguinario e di aver usurpato il trono di suo fratello, il futuro Guèzo. In realtà, molte delle sue gesta sembrano essere state attribuite a Guézo.
Fu detronizzato grazie all'appoggio di Francisco de Souza, commerciante di schiavi e amico di Guèzo.

GUEZO (1818-1858), è rappresentato da un bufalo nudo. Significato: il bufalo, divenuto potente attraversa la città senza incontrare ostacoli. Spiegazione: i nemici del re non possono niente contro di lui. Egli riorganizzò l'esercito che includeva anche le amazzoni e soldati ben addestrati. Il suo regno, segnato da numerose guerre, permise al Danhomè di affrancarsi dalla dominazione politica di Oyo. Guèzo incoraggiò le coltivazioni della palma da olio, della manioca, del mais del banano e delle arachidi.

Regnò dal 1858 al 1889. Ha per emblema il leone che semina il terrore nella savana. Il suo nome, derivato dalla frase allegorica: "nessuno sa come sollevare un campo arato", sottintende il potere del re. Come i suoi predecessori, Glèlè condusse numerose campagne militari. Allo stesso modo, egli permette ai francesi di installarsi a Koutonou (la futura Cotonou) per trattare i loro commerci.

GBEHANZIN (1889-1894) prende il suo nome dal detto: "il mondo mantiene l'uovo che la terra desidera". Di fatto, è rappresentato da un uovo o da uno squalo feroce capace di divorare i Bianchi che vogliono conquistare le sue terre. Geloso dell'indipendenza e dell'integrità territoriale del Danhomè, Gbêhanzin lottò con fierezza contro gli invasori francesi. Viene considerato come uno dei strenui oppositori africani del colonialismo.

AGOLI-AGBO (1894-1900) era stato generale dell'esercito di Gbêhanzin. Ha per emblema una gamba e una pietra, un arco e una scopa. Il suo nome deriva dal detto: "Attezione Agbomè! Allada ha barcollato ma non è caduta grazie al sostegno francese". L'ultimo re del Danhomè espresse così la sua riconoscenza alla Francia. Il trattato di Protettorato che firma con il Generale Dodds limitò considerevolmente il suo potere e lo relegò al ruolo di capo tradizionale. Fu presto deportato e il Danhomè integrato nella colonia del Dahomey.

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