>>   Fonti   


Racconti, canti e proverbi fon

 

 
Il re Takpa*
(Racconto)

Al tempo in cui il re Takpa era al potere, i suoi sudditi gli rendevano visita e onori e pagavano la loro decima. Ma, al palazzo, affluivano anche mendicanti e miserabili che il re mandava via.

Un giorno, Legba e Fa viaggiando nel paese si fermarono a rendergli visita. Una volta introdotti i due visitatori, il re chiese il motivo della loro visita, e Fa rispose che desiderava fare un consulto. Sarebbero stati sacrificati un montone, una faraona, un gallo, una gallina ed un colombo. Udendo ciò, il re rimandò la cerimonia si sbarazzò degli stranieri.

Così essi continuarono per la loro strada e giunsero ad una povera capanna nel mezzo savana. Essa era abitata da un misero contadino chiamato Kpadada.

Questo contadino possedeva solo un montone, un colombo, una gallina e una faraona. Ma ricevette gli stranieri e gli diede da mangiare. Poiché essi desideravano consultare il Fa, il pover’uomo dovette offrire tutto ciò che aveva. Legba ne fece un cumulo e vi sacrificò le bestie.

Qualche tempo dopo, una carestia si diffuse nel paese del re Takpa. Nella regione del contadino, al contrario, la pioggia cadde e i coltivatori arrivarono da ogni altra parte per comprare viveri.

La regione fu devastata dalla carestia e il re fu abbandonato dai suoi sudditi e dalle sue mogli. Fu allora che Legba e Fa si recarono in visita dal re come gli avevano promesso in passato. Legba gli rimproverò il suo egoismo, la sua gran presunzione, e gli raccomandò di aiutare d'ora in poi il suo prossimo senza mai lasciarsi andare al disprezzo verso gli altri. Kpadada fu nominato capo e continuò a vivere nella prosperità e nella felicità.

 

Il cadetto prodigo
(Racconto)

C'era un uomo che aveva quattro figli, tre della stessa madre ed uno da un'altra donna. Un giorno chiese ai suoi figli cosa avrebbero fatto in futuro; il primo rispose che sarebbe diventato agricoltore, il secondo commerciante, il terzo cacciatore. Il quarto interrogato, affermò che avrebbe fatto degli incantesimi per guadagnare denaro e aiutare così gli uomini a vendicarsi.. Il padre lo cacciò . Egli andò a vivere lontano dal suo villaggio ma, invece di fare del male, fece dei buoni medicinali e portò la felicità intorno a sé. Mentre esercitava questa professione continuava a coltivare i suoi campi. Un giorno i primi tre figli decisero di lasciare il padre e questo si ritrovò in miseria senza viveri e di che vestirsi.

Egli partì per cercare il figlio cadetto e lo trovò in piena prosperità, con molto denaro e una magnifica abitazione. Commosso dalla miseria di suo padre, il figlio cadetto decise di ritornare da lui; successivamente, portò con sé tutti i suoi compagni, felici a loro volta di potergli restituire i favori ricevuti, e lavorarono sui campi e nella casa del vecchio padre.

Questi visse di nuovo nell'agio e ritrovò la felicità grazie a quel figlio che aveva cacciato. Tutto ciò dimostra che la felicità non è l'opera di uno solo, ma è aiutandosi l'un l'altro che si contribuisce a costruirla.

 

Canto*

Un guerriero non ha paura della guerra
Eccomi, è Zoha che vengo a trovare.
Mi lascerai passare?
I miei compagni si uniscono a me
Per renderti il loro saluto.
Se la scimmia perde il suo equilibrio su un albero,
I suoi fratelli vengono a soccorrerla.
Ci colpisce ugualmente
La sfortuna che ha colpito il nostro amico Zoha.
Quando il nostro amico è partito per Agouna,
Sua madre era in buona salute.
Il giorno successivo al suo viaggio, egli apprese
Il decesso di sua madre e dovette ritornare sui suoi passi
Se tu Zoha fossi il lenzuolo funebre, noi i tuoi amici
Noi saremmo il bara.

  Bassorilievo : La giara ritrovata di Guézo

La giara ritrovata*

La giara piena di fori contiene il liquido che porterà la felicità al paese. Se tutti i bambini venissero, con le loro dita ad chiudere i fori, il liquido non colerebbe e il paese sarebbe salvato. (Re Guézo)

 

Proverbio:

Il camaleonte scoprì tre anelli in cima al bombax: "Io credevo che fossero di metallo prezioso mentre erano solo di rame"

* in Abdou Serpos Tidjani et al., 1998, Contes et Proverbes du Bénin: l'entraide dans la littérature orale béninoise, Editions Nouvelles du Sud.

Lasciate un messaggio nel "Libro d'Oro" © copyright 1999-2011 | EPA | all rights reserved